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Esponente di spicco della cultura turca nel Novecento, nacque a
Salonicco nel 1902. Personalità poliedrica, fu poeta, autore di teatro,
romanziere, saggista e giornalista. Durante gli anni Venti visse in Russia, dove
ebbe contatti con le avanguardie e in particolare con Majakovskij. Rientrato in
Turchia, nel 1938 fu condannato a una lunga detenzione in carcere per la sua
opposizione al regime di Ataturk. Rimesso in libertà nel 1950, si stabilì a
Mosca, dove morì nel 1963.
Per Nazim Hikmet la poesia d'amore non è mai soltanto d'amore.
Egli riassume in " amore " i diversi aspetti della propria attività e
della propria esistenza. Non sarebbe poeta d'amore se non fosse anche poeta di
battaglie e di idee.
Le poesie pubblicate in questa pagina rappresentano un breve
tratto del suo itinerario creativo, di quello che può essere considerato uno
dei più grandi poeti rivoluzionari del nostro tempo.
Nei suoi versi Nazim ( come è familiarmente conosciuto in
Turchia ) riscopre il suo popolo e dalla cultura contadina ne esaltò il
linguaggio e la sua difficile posizione sociale, culminata nel suo arrivo a
Mosca, allora centro della cultura rivoluzionaria.
A quegli anni della sua formazione politica, seguì il rientro
in patria dove Nazim scontò una dura condanna in carcere. Seguì poi l'esilio,
fino alla separazione della vita, così coraggiosamente amata, fino alla
difficile accettazione di una morte estranea e fatale, così diversa da quella
vagheggiata in gioventù : rischio volontario ed estremo atto di
esistenza.
A
Mosca, al numero 6 della via Pescianaya, il tre del giugno del 1963, verso le
nove del mattino, morì Nazim Hikmet.
Li
per li non se ne accorse nessuno. Era già morto da mezz'ora quando lo trovarono
accasciato accanto alla porta che dà sul pianerottolo, appoggiato allo stipite,
in un atteggiamento quasi naturale. La porta era socchiusa, forse stava uscendo
per prendere la posta nella cassetta dell'atrio, o per fare due passi al
sole. Il viso sembrava tranquillo. L'infarto era stato folgorante....Gli
dispiaceva morire. Ma siccome è indispensabile, si augurava una morte come
questa, rapida e decisa.

Altre
poesie di Nazim :
Alla
vita
Amo
in te
Anche
questa mattina mi sono svegliato
Angina
Pectoris
Anima
mia
I
tuoi occhi
Il
mio funerale
La
sera
Quel
che ho scritto di noi è tutta una bugia
Senza
nessuna ragione qualcosa si rompe in me
Ti
amo come se mangiassi il pane
Ti
sei stancata di portare il mio peso
BIBLIOGRAFIA
:
Nazim
Hikmet Poesie d'amore - MONDADORI-POESIA
Hikmet
- Poesie - NEWTON POESIA
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