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Dink arrivò a Istanbul con la famiglia all'età di sette anni dove trascorse il resto della sua vita. Dopo il divorzio dei genitori viene accolto in un orfanotrofio assieme ai fratelli. Tutto il suo iter scolastico avviene in scuole armene. Si diploma in zoologia all'università di Istanbul, dove frequentò in seguito anche corsi di filosofia. Giornalista e scrittore turco d’origine armena era un giornalista e scrittore turco d'origine armena è stato il fondatore e il redattore capo della rivista “ Agos “, un giornale scritto in armeno e turco, nonché editorialista per i giornali nazionali “ Zaman “ e “ Birgün “. Hrant Dink ha sempre sostenuto il bisogno di democrazia per la sua nazione. La sua azione si focalizzava sui diritti delle minoranze e in particolare della minoranza armena e più in generale sui diritti civili. Negli ultimi anni sentiva forte l'odio che la sua azione suscitava in molti suoi concittadini e affermava che avrebbe voluto fuggire da questa realtà. Ma molto coraggiosamente sosteneva che se avesse compiuto questo passo, avrebbe tradito tutto quanto fatto fino ad ora. Nel 2005 fu condannato a sei mesi di reclusione per suoi articoli sui fatti avvenuti tra il 1890 ed il 1917 ( Genocidio armeno ). I tribunali avevano infatti ritenuto i suoi articoli come insulto all'identità turca secondo l'articolo 301 del codice penale. Questa condanna fu fortemente criticata dall' Unione europea.
Propugnava il riconoscimento del genocidio armeno da parte della Turchia, ma contemporaneamente invitava la diaspora armena a non fare pressioni e a non porre condizioni : era convinto che la Turchia, una volta diventata una democrazia compiuta, avrebbe riconosciuto la sua storia passata, tragica per gli armeni. Profondamente religioso, riteneva che la convivenza fra islam e cristianesimo fosse un valore: ”Ascoltando le 5 preghiere islamiche mi ricordo di essere cristiano; la convivenza fa crescere la consapevolezza e alimenta la conoscenza”. “Le nazioni -dichiarava- non devono vivere “vicine”, devono vivere “insieme”. Si può amare la patria e togliere i confini. La dipendenza è un valore, consente di camminare insieme: l’Europa senza frontiere va verso valori universali, valori che sono i miei”. In un’altra occasione aveva dichiarato: “Dobbiamo temere solo il nazionalismo e la paura che possono degenerare in follia come è accaduto e ancora accade”. Il 19 gennaio 2007, Hrant Dink è stato assassinato nel quartiere di Osmanbey a Istanbul , davanti ai locali del suo giornale bilingue “Agos “ con tre colpi di pistola alla gola. Al suo funerale, hanno partecipato più di 100.000 persone in assoluto silenzio. Molti turchi portavano cartelli con la scritta: “Siamo tutti armeni”. Con la
sua tragica morte Hrant Dink ha testimoniato i valori propri
di tutti gli uomini di buona volontà: indipendenza di
pensiero, passione per la verità, capacità di indignarsi. E
si indignava di fronte al negazionismo, affermando che lo si
può combattere solo se si combatte l’ignoranza e se si ha un
progetto di vita per la libertà e la democrazia. Pochi
giorni fa aveva dichiarato: “In Turchia lotto contro
l’articolo 301 del codice penale che condanna chi parla di
genocidio armeno. Verrò in Francia a contrastare la legge
che punisce chi nega il genocidio
La vedova Rakel ai funerali ha detto: “L’assassino è stato un tempo bambino, dobbiamo confrontarci con il buio che ha trasformato un bambino in un assassino. Dite che Hrant era un grande uomo, ma anche lui è stato bambino, e vi domando - è forse nato grande?- No, ciò che lo ha fatto grande sono state le sue opere, il suo stile, il suo amore per la patria. Hrant ha dato inizio ad una nuova era per la Turchia.”.
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