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LE FATE IGNORANTI |
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TRAMA :
CRITICA : "Caldo e simpatico, 'Le fate ignoranti' va avanti un po' a coda di pesce. A tratti sembra quasi un manifesto di militanza omosessuale: poi lascia intravedere un'inopinata conversione etero prima di chiudere su sequenze semidocumentarie del 'gay pride' ". ( Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 9 febbraio 2001 ) "La prima mezz'ora è un felice esempio di cinema
postantonioniano, dove il vibrato dei sentimenti si sposa al rigore delle
immagini e a una forte tenuta di racconto. Se il tutto si fermasse qui,
potremmo parlare di un piccolo gioiello; ma per arrivare in fondo il film
deve escogitare, con varia fortuna, ulteriori risvolti e mobilitare altri
personaggi. Per approdare, comunque, a una conclusione nobilmente
problematica; ed è così che si evidenzia, dopo uno slalom psicologico
irto di insidie, la toccante plausibilità della Buy, la migliore attrice
della sua generazione". ( Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera',
9 febbraio 2001 )
"Troppo schematico nel confronto e nella
contrapposizione dei mondi, 'Le fate ignoranti' si lascia apprezzare per
qualche passaggio riuscito e per il tocco mai greve". ( Andrea
Martini, 'Il giorno', 9 febbraio 2001 )
"'Le fate ignoranti' è un film italiano
coprodotto con capitali francesi, diretto da un regista nato a Istanbul e
che evoca, nei climi e nell'ideologia, il cinema di Pedro Almodovar, con
un riferimento particolare a 'Tutto su mia madre'. Il suo è un
cosmopolitismo buono, autentico e regala alla storia un carattere di
diversità molto piacevole. Se tenesse per tutta la durata il passo con la
prima parte, il film di Ferzan Ozpeteck sarebbe una commedia riuscita.
L'idea di partenza è originale, il clima caldo, il tono piacevolmente
amichevole. Col procedere verso la fine, però, 'Le fate ignoranti' sfuma
un po' a coda di pesce, non riuscendo sempre a darsi un significato più
ampio dell'aneddoto che racconta. Se Margherita Buy, in una parte che
riprende e supera i suoi personaggi precedenti, è molto brava, Stefano
Accorsi recita un personaggio a contro-ruolo con notevole finezza di
tocco". ( Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 18 marzo 2001 )
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