| Durata: |
110' |
| Regia: |
Ferzan
Ozpetek |
| Attori: |
Marie
Gillain (Safiye'), Alex
Descas (Nadir), Valeria
Golino (Anita), Lucia
Bose' (Safiye' Anziana), Malick
Bowens (Midhat);Serra
Yilmaz (Gulfidan); Nilufer
Acikalin (Selma);Ayla
Algan (Valide);Christophe
Aquilon (Sumbul);Ali
Basar (Halit);Pelin
Batu (Nevres);Haluk
Bilginer (Abdulhamit);Basak
Koklakaya (Gulbahar);Felicite'
Mbezele (Karanergiz);Gaia
Narcisi (Aliye);Selda
Ozer (Guya); |
| Soggetto: |
Ferzan
Ozpetek, Giovanni
Romoli |
| Sceneggiatura: |
Ferzan
Ozpetek, Giovanni
Romoli |
| Fotografia: |
Pasquale
Mari, Mustafa'
Ulkenciler |
| Distribuito
da: |
Medusa Film - 1999 - |
| Prodotto
da: |
R&c Produzioni
(Italia), Les Films Balenciaga (Francia), Afs Film (Turchia) |
TRAMA :
Luglio
1908, alla vigilia del crollo dell'impero Ottomano.
Nel palazzo del
sultano Abdulhamit II, Safiyč, ragazza di origini italiane, stringe un
patto di alleanza con Nadir, uno dei giovani eunuchi dell'harem. Safiyč
mira a diventare la favorita del sultano, e poi la madre di uno dei suoi
figli.
Mentre portano avanti questo piano, Safiyč e Nadir provano
un'attrazione reciproca che diventa una storia d'amore, anche fisica, che
supera le barriere del proibito per lei e della condizione di evirato per
lui.
Intanto l'obiettivo viene raggiunto e Safiyč, per mantenere la
propria posizione deve ora difendersi dalle numerose rivali e non si
accorge che nel frattempo la struttura di potere nella quale vive sta
crollando.
Nasce il figlio ma poco dopo, misteriosamente, muore
avvelenato. Il Sultano parte per l'esilio, abbandonando tutta la corte e
l'harem viene chiuso. Safiyč e Nadir si affacciano ora su una realtą
ostile e sconosciuta in cui non sanno come muoversi. Fallito ogni
tentativo di conservare la situazione, Safiyč torna in Italia e, dopo
aver raccontato la propria storia ad una ragazza alla stazione, fa
rivivere quel passato di odalisca su un palcoscenico, come un'attrazione
esotica.
CRITICA :
"Prendendo di mira un
altro luogo simbolico della sua civiltą di origine, il regista alza molto
il tiro delle sue ambizioni, facendo passare per l'harem dell'ultimo
sultano il senso della fine dell'impero ottomano sullo sfondo di eventi
succeduti alla prima guerra mondiale (...) Sfondo assai suggestivo, ma
svolgimento pesante, pretenzioso, gonfio di retorica". (Paolo
D'Agostini, 'Annuario del Cinema Italiano 1999/2000').

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