| " Il mio modo di concepire il lavoro si basa
molto sul rapporto umano, è da lì che poi nasce tutto "
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Tra i personaggi che negli ultimi
anni si sono affermati nel panorama cinematografico italiano, un posto di
assoluto rilevo è occupato da Ferzan Ozpetek. Il regista turco-italiano è ormai divenuto uno dei principali
protagonisti della cinematografia italiana, ottenendo anche all'estero
lusinghieri successi. Sensibile, sincero, semplice. Regista di piccole storie, intime, raccontate con sguardo limpido sempre in bilico dell'autobiografismo. Il suo stile è asciutto, essenziale, oggettivo, pudico.
Nato a Istanbul il 3 febbraio 1959, Ferzan Ozpetek vive e lavora in Italia.
Si è infatti trasferito nel nostro paese nel 1977 per studiare Storia del Cinema all'Università La Sapienza di Roma.
Si definisce un “uomo dal doppio passaporto e figlio di due culture”.
Ha frequentato i corsi di Storia dell'Arte e del Costume all'Accademia di Navona e quelli di regia all'Accademia d'arte drammatica "Silvio D'amico" di Roma.
Dopo aver collaborato con Julian Beck ed il Living Theatre, ha iniziato nel 1982 l'attività di aiuto-regista, prima con Massimo Troisi
(Scusate il ritardo) poi con Maurizio Ponzi (Son Contento). Da allora ha lavorato al lungo come aiuto regista al fianco dello stesso Ponzi, di cui ha fatto quasi tutti i film successivi, e di altri cineasti, tra cui Lamberto Bava, Ricky Tognazzi, Francesco Nuti, Sergio Citti, Marco Risi. Durante la collaborazione con quest'ultimo è nato il progetto del suo primo lungometraggio,
"Hamam
(
Il bagno turco )", prodotto dallo stesso Risi assieme a Maurizio Tedesco. Il film,
immerso in un’atmosfera sensuale e misteriosa, ricca di sguardi furtivi tra i due protagonisti, accompagnata da una scenografia e musica tipicamente
turca, fu lanciato a Cannes 1997 ed ottenne un notevole successo di critica e di pubblico, in Italia e all'estero.

Nel 1999 è uscito il suo secondo film "Harem Suare".
Lo si potrebbe definire un “documentario dell’anima” tramite un gioco di specchi fra i due protagonisti che si confrontano attraverso uno scambio culturale sul mito, sul sesso e sul
linguaggio; presentato sempre a Cannes e successivamente inviato al festival di Toronto, Palm Spring, Londra.
Acclamata da pubblico e critica, la pellicola è stata venduta in 30 paesi.
Nel 2001 Ozpetek ha diretto" Le Fate
Ignoranti ", scritto, come il precedente Harem Suaré, assieme a Gianni Romoli. Ancora una riflessione non convenzionale sui temi dell’amore e dell’omosessualità.
Presentato in concorso al Festival di Berlino, dove ha avuto una grande accoglienza, così come in Italia dove si è rivelato un vero e proprio trionfo.
Il quarto film di Ozpetek uscito nel 2003, "La
finestra di fronte " è quello che gli ha tributato i
maggiori successi e riconoscimenti. Vincitore di ben cinque premi al David
di Donatello : miglior film, i migliori attori protagonisti (Giovanna
Mezzogiorno e lo scomparso Massimo Girotti), la migliore colonna sonora
(composta da Andrea Guerra) e anche il David Scuola assegnato dagli
studenti. Il film segna il raggiungimento di una compiuta maturità
espressiva, che ben sintetizza temi importanti e " pesanti " in
maniera agile e sciolta. Pochi giorni dopo la conclusione delle riprese,
Massimo Girotti morì e alla memoria del grande artista, Ferzan Ozpetek
dedicò il film.
Ozpetek è il regista della Ricerca (di se stessi e degli altri). Del viaggio come fuga o redenzione, del caos sentimentale, della contaminazione/ibridazione dei sessi e delle culture, della catartica ambiguità del cambiamento individuale. Più attento ai personaggi, al loro mondo, alle loro pulsioni, alle loro ambiguità. La freschezza dei dialoghi, la genuinità delle sue storie lo rende oggi uno dei più interessanti autori della nuova generazione di registi italiana. Ma lui che italiano lo è, ma di adozione, conserva appieno la sua cultura originaria (turca) e la contamina, fondendola e confondendola, nelle sue storie. Con esiti
davvero eccellenti.
Nel 2005 esce " Cuore sacro ", il film che segna la maturità
per Ferzan. Come lui stesso ha detto : " Ho sentito molto il film,
lo volevo fare assolutamente e volevo che riflettesse le domande che mi
accompagnano ultimamente, sul senso della vita, la paura della morte, su
cosa succede alle persone che non ci sono più e quali segni lascino nelle
nostre esistenze.Non so se sono riuscito a dare delle risposte", ed
inoltre " ...la Politica non mi piace, mi irrita, la solidarietà fra
gli esseri umani, il volontariato, credo che abbiano molto più valore. Le
Associazioni laiche sono numerosissime ma è naturale che il volontariato
in Italia spesso si appoggi alla Chiesa Cattolica, non potrebbe essere
diversamente, come fa Irene, la protagonista del film. Ma questo non
significa necessariamente sposare la carità cristiana, o il Cattolicesimo
o qualsiasi altra religione. Per fare il film sono stato a S.Egidio, ho
visto i centri di accoglienza e le mense e soprattutto ho visto quello che
non mi sarei mai aspettato, non solo "barboni" o disperati, ma
persone normalissime, come noi, che hanno bisogno di aiuto ".
Ancora due anni e nel 2007 ecco "
Saturno Contro " dove
un gruppo di amici, che hanno attraversato la giovinezza negli anni
ottanta e novanta, si ritrovano alla soglia dei quarant'anni a fare i
conti con il senso e la tenuta della loro amicizia, dei loro affetti,
della loro vita. Il tema della separazione, sia nell'amicizia che
nell'amore, e l'impossibilità di accettarla, li costringe a
confrontarsi con i loro sentimenti, le loro emozioni e le loro paure più
profonde. E perchè Saturno ? "Perché è il pianeta dei cambiamenti,
afferma Ozpetek.. Saturno ti costringe a tagliare i rami secchi, a
scaricare le zavorre delle tante cose inutili della vita, dagli amici al
lavoro, ti accompagna nel passaggio verso la maturità, come capita
esattamente ai protagonisti del mio film"
È uno dei giurati nel Festival di Venezia del
2007, in seguito gira uno spot per Airc, Associazione Italiana per la
Ricerca sul Cancro, con protagonista Isabella Ferrari, già tra i
protagonisti di Saturno contro e, nel 2008, dell'adattamento
cinematografico del romanzo di Melania Gaia Mazzucco "Un
giorno perfetto", prodotto de presentato in concorso a
Venezia.
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