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Cari
fratelli e sorelle!
Cari fratelli e sorelle! Desidero ringraziare
ancora una volta, insieme a voi, il Signore per il Viaggio
apostolico che nei giorni scorsi ho compiuto in Turchia: in esso mi
sono sentito accompagnato e sostenuto dalla preghiera dell'intera
Comunità cristiana.
A tutti il mio grazie cordiale! Mercoledì prossimo, durante
l'Udienza generale, avrò modo di parlare più diffusamente di questa
indimenticabile esperienza spirituale e pastorale, dalla quale spero
possano scaturire frutti di bene per una cooperazione sempre più
sincera tra tutti i discepoli di Cristo e per un dialogo proficuo
con i credenti musulmani.
Mi preme ora rinnovare la mia gratitudine a quanti hanno organizzato
il viaggio, ed hanno contribuito in vario modo al suo pacifico e
fruttuoso svolgimento.
Un pensiero speciale rivolgo alle Autorità della Turchia e all'amico
popolo turco, che mi ha riservato un'accoglienza degna del suo
tradizionale spirito di ospitalità.
Vorrei soprattutto ricordare
con riconoscente affetto la cara comunità cattolica che vive in
terra turca. Penso ad essa mentre, con l'odierna domenica, entriamo
nel tempo dell’Avvento. Ho potuto incontrare e celebrare la Santa
Messa insieme con questi nostri fratelli e sorelle, che si trovano
in condizioni spesso non facili. È veramente un piccolo gregge,
variegato, ricco di entusiasmo e di fede che, potremmo dire, vive
costantemente ed in maniera forte l'esperienza dell'Avvento
sostenuto dalla speranza.
In Avvento la liturgia ci ripete spesso e ci assicura, quasi a vincere la
naturale nostra diffidenza, che Dio "viene": viene a stare
con noi, in ogni nostra situazione; viene ad abitare in mezzo a noi,
a vivere con noi e in noi; viene a colmare le distanze che ci
dividono e ci separano; viene a riconciliarci con Lui e tra di noi.
Viene nella storia dell'umanità, a bussare alla porta di ogni uomo e
di ogni donna di buona volontà, per recare agli individui, alle
famiglie e ai popoli il dono della fraternità, della concordia e
della pace.
Per questo l'Avvento è per eccellenza il tempo della speranza, nel
quale i credenti in Cristo sono invitati a restare in un'attesa
vigilante ed operosa, alimentata dalla preghiera e dal fattivo
impegno dell'amore. Possa l'avvicinarsi del Natale di Cristo
riempire i cuori di tutti i cristiani di gioia, di serenità e di
pace!
Per vivere nel modo più
autentico e fruttuoso questo periodo di Avvento, la liturgia ci
esorta a guardare a Maria Santissima, e ad incamminarci idealmente
insieme a Lei verso la Grotta di Betlemme. Quando Dio bussò alla
porta della sua giovane vita, Ella lo accolse con fede e con amore.
Tra qualche giorno La contempleremo nel luminoso mistero della sua
Immacolata Concezione. Lasciamoci attrarre dalla sua bellezza,
riflesso della gloria divina, perché "il Dio che viene" trovi in
ognuno di noi un cuore buono e aperto, che Egli possa colmare dei
suoi doni. |